Come diventare freelancer: quali primi passi compiere?

come diventare freelance lavorare da remoto

Lavorare da casa, gestire più rapporti di lavoro con differenti clienti, possibilità di conoscere nuovi colleghi e impegnarsi su progetti spesso diversi fra loro. Non è un mistero che il sogno di  diventare freelancer  (o libero professionista) sia spesso posizionato al primo posto fra molti professionisti di vari settori.

In molti però sarebbero pronti a giurare che in Italia non c’è spazio per i freelancer, si tratta di una tipologia di lavoro più vicina alla cultura americana o anglosassone (oppure di un qualsiasi altro paese europeo più avanzato di noi nel campo digitale). Eppure no: secondo i dati, l’Italia è prima in Europa per numero di lavoratori autonomi.

Ci sono oltre 5 milioni di lavoratori autonomi in Italia. Ovviamente non tutti lavorano nelle stesse condizioni, ma lavorare come freelancer in Italia è possibile. La domanda sorge spontanea: come si può diventare freelancer?

Per lavorare come freelancer serve scoprire la propria nicchia

Indubbiamente diventare un libero professionista ha tanti vantaggi e può portare a un’ottima crescita lavorativa (ma anche personale) sul lungo termine. I

l percorso per iniziare come freelancer non è uguale per tutti, ma il punto di partenza si.

Dovete subito capire in quale settore, o “nicchia”, avete intenzione di lavorare. Infatti, un Graphic Designer freelance di certo non ha competenze in ambito di traduzione; al contrario, un traduttore freelance avrà sicuramente una vasta conoscenza delle lingue, ma quasi nessuna in ambito grafico.

Trovare la propria di nicchia dove lavorare significa in molti casi seguire la propria passione. Dovrebbe essere sempre così, perché lavorare in un settore che non piace ci mette subito in una posizione di svantaggio rispetto a chi invece lo fa per passione.

Anche perché per diventare freelancer, dovrete fare molta gavetta. Preparatevi perché i primi clienti con cui collaborerete, in qualsiasi settore, saranno sicuramente clienti piccoli. Ciò si traduce in paghe basse, carico di lavoro alto, e qualità dei contenuti richiesti discreta.

Insomma, i primi progetti non vi entusiasmeranno così tanto dal punto di vista lavorativo. A livello personale però, vi sembrerà di aver scalato l’Everest: avete un primo giro di clienti, state facendo pratica e soprattutto state facendo ciò che vi piace.

E tutto ciò comodamente da casa propria, magari. In tal caso, occhio a come organizzare il vostro home office. Le fonti di distrazione a casa sono dietro l’angolo e impostare una postazione di lavoro è fondamentale per evitare cali di produttività.

Diventare Liberi professionisti: titoli di studio e corsi, ma bisogna anche rimboccarsi le maniche

Se quindi abbiamo una nicchia dove andare a lavorare come libero professionista, come ci entriamo effettivamente? Diciamo la verità: ogni strada è percorribile. C’è chi frequenta corsi universitari legati alla sua futura professione, chi invece riesce subito a iniziare lavorare dopo qualche corso di breve termine per accumulare subito pratica.

La soluzione migliore sarebbe percorrere entrambe le strade: avere una formazione e fare pratica con i primi clienti è sicuramente il modo migliore. L’importante è non agiarsi sul divano: non basta iscriversi solo all’università e non fare altro. Così come non basta buttarsi subito nel mondo del lavoro, tralasciando però la formazione e le certificazioni necessarie alla propria professione.

Specialmente nel mondo dei freelancer, ma in generale del lavoro, stare con le mani in mano ad aspettare senza mettersi in gioco, è estremamente controproducente. Sfortunatamente diventa la prassi per molti giovani alla ricerca di un percorso lavorativo nel nostro paese.

In Italia, infatti, abbiamo il triplo di giovani disoccupati rispetto alla media europea. Un problema radicato molto nell’impostazione universitaria, che in molti casi tralascia la parte pratica per lavorare più su quella teorica.

Ciò non toglie che avere un titolo universitario è un grande vantaggio da mettere sul curriculum. Dovete però riuscire anche a trovarvi qualche cliente per cui lavorare, magari inizialmente anche delle collaborazioni gratuite (che però non richiedano troppo tempo).

Non abbiate paura nel proporvi...

Vale la pena anche chiedere nelle proprie cerchie di amicizie e famiglia, perché magari il nostro primo cliente si trova davvero più vicino di quello che riteniamo.

Se proprio non riuscite a trovare clienti, lavorate su progetti personali legati alla vostra professione, che potrete poi così inserire in un vostro portfolio di lavori da mostrare ai futuri clienti.

La vita del Freelance: presenza online e tanto networking

Lavorare da casa o da un co-working (anche il bistrot sotto casa vale) significa lavorare con dati sensibili da remoto. Proteggere la propria connessione internet quindi è cruciale, anche perché molti contratti di lavoro richiedono al professionista freelancer di impiegare strumenti per la sicurezza dei dati.

Classico antivirus, sistema operativo aggiornato, un servizio email affidabile. E magari anche una rete VPN, specialmente per chi lavora fuori casa e deve fare affidamento su reti Wi-Fi pubbliche. Una rete privata virtuale permette di navigare in sicurezza, grazie alla crittografia AES 256 bit. Scegliere una  VPN con prova gratuita  (esempio: www.expressvpn.com/it/features/vpn-trial) è consigliato per chi lavora da remoto, specialmente fuori casa (e potrebbe essere connesso quindi a reti Wi-Fi con un basso livello di sicurezza).

Anche perché lavorare su Internet significa vivere nel mondo digitale. Un mondo in costante cambiamento, dove il livello di competitività è alto. Dovete quindi assolutamente controllare la vostra presenza online. E come primo passo, dovete averne una!

Altri consigli utili da ricordare:

  • Profilo su LinkedIn è il primo step obbligatorio: caricate tutte le vostre informazioni, curate bene il vostro profilo e inserite tutte le informazioni richieste. Registratevi su piattaforme per freelancer legate alla vostra professione, da quelle più grandi e conosciute (ad esempio Upwork) fino a siti e piattaforme più specializzate.
  • Date un’occhiata anche alla vostra presenza sui Social Network quotidiani (come Facebook e Instagram), perché in caso un datore di lavoro vi cercasse su Google e capitasse su vostri profili Social, sarebbe un problema? In caso di risposta positiva, impostate bene la privacy!
  • Infine, dovete assolutamente fare networking. Vero, il freelancer lavora da remoto e non entra (quasi) mai un ufficio. Ciò non toglie che potete comunque fare networking. Dopo ogni collaborazione, lasciate (e fatevi lasciare) un feedback positivo al vostro cliente (ovvero la classica raccomandazione su LinkedIn, per esempio).
  • Partecipate ad eventi (online e offline) legati alla vostra nicchia professionale. Iscrivetevi a forum e community online (anche blog) dove si riuniscono i professionisti del vostro settore. Più persone conoscete, più la vostra rete si espanderà e maggiori saranno le possibilità di trovare nuovi clienti.
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